[ ovo usa tour '06 ]
due di tre - di bruno dorella
uno // tre
DOMENICA 8 OTTOBRE, WASHINGTON, DC
E' sempre strano arrivare a Washington, vedere in lontananza
la Casa Bianca, il monumento a Lincoln, le indicazioni per
il Pentagono, tutte le cose che mi disgustano di questa
nazione. Le strade qui hanno quasi solo lettere e numeri.
"Abito all'incrocio tra la decima e la D...". Va beh.
Arriviamo alla Warehouse Next Door, che a discapito del nome
è un vero e proprio locale, e scopriamo con disappunto che
Phill Niblok ha già suonato. Nessuno ci aveva detto che il
suo concerto era nel pomeriggio, peccato. Andiamo dunque a
mangiare in uno dei posti più famosi di Washington, il
Chinatown Express, un cinese pazzesco in cui il cuoco cucina
solo noodles e ravioli fatti freschi a mano, nella vetrina
del ristorante, il che fa sempre ben sperare, e in effetti
non delude nemmeno questa volta. Tutte le volte che siamo
stati a Washington siamo venuti qui, è tappa fissa. Si vede
che la serata è di quelle trendy, alle 8:30 quando inizia
Matt Weston con Tone Ghosten il posto e' gia' pieno. Si
cambia palco (ce ne sono 2) ed è il momento di Mr Natural,
o meglio dell'HHY Scumclash, che suona per l'ultima sera, e
si vede, fanno il loro concerto migliore del tour. Il gruppo
che doveva suonare per terzo non arriva e il gruppo
dell'organizzatore ha troppa roba per poter montare in
fretta, quindi si torna al palco principale e ci chiedono di
anticipare il concerto. No problem, gli OvO montano in
fretta e suonano subito. Spacchiamo letteralmente il culo
(si vedrà anche dalle vendite a fine serata, le migliori
finora). Perdo il gruppo dell'organizzatore, tra lo
smontaggio, la vendita di cd e i feedback del pubblico. E'
già il momento di John Wiese, 20 minuti neanche di laptop
noise glaciale, spaventoso. Poi il duo femminile Harrius,
davvero sorprendenti nella loro efficacia naive. Canzoncine
e noise, l'aspetto è fin troppo cool, loro tendono al figo
e non fanno nulla per nasconderlo. Una di loro è nei
Metalux. Alla fine mi risultano simpatiche e la loro musica
ha delle potenzialità interessanti anche se non del tutto
sviluppate. Chiudono i Wolf Eyes, li vedo per la prima volta
e parto scettico. Iniziano con del noise abbastanza banale,
sto quasi per andarmene, ma dopo 10 minuti partono a bomba
con il noise più viscerale e doomy che abbia mai sentito,
Sunn(((O a parte. E in effetti in qualche modo i Wolf Eyes,
sebbene molto diversi dai Sunn(((O, si accostano a questi
ultimi per l'aspetto doom, che personalmente mi conquista
molto. Un paio di volte devono fermarsi per problemi
tecnici, ma spaccano veramente e chiudono benissimo la
serata. Non sono di molte parole purtroppo, non sono
stronzi, solo un po’ fricchettoni. Non c'è problema, ci
sono un sacco di persone che conosciamo dalle varie volte che
abbiamo suonato qui, e poi come al solito qui i concerti
sono una parata di stelle, dagli Animal Collective ai
Lungfish, e ci sono anche i Nautical Almanac da Baltimora,
ai quali è recentemente bruciata la casa, che era un posto
dove si facevano bei concerti, l'unico a Baltimora. Comunque
chiacchiere a non finire, bella serata davvero.
LUNEDI' 9 OTTOBRE, PITTSBURGH, PENNSYLVANIA
Maggio 2005. Dopo alcune date in Austria e Germania assieme
a gruppi tedeschi che a malapena ci rivolgevano la parola,
gli Ovo suonano a Lipsia, allo Zoro, con un gruppo di
Pittsburgh, si chiamano Plastered Bastards. Caciaroni,
sbevazzoni, simpatici, andiamo subito daccordo e a fine
serata ci ripromettiamo di mantenerci in contatto e
rivederci. Detto fatto. Un lunedì sera come un altro ci si
ritrova a Pittsburgh a suonare insieme in un baracco della
peggior specie di cui al momento nemmeno mi sovviene il
nome. La cosa è particolarmente divertente perchè in
questo modo evitiamo di passare attraverso il temibile
Manny, l'organizzatore ufficiale di concerti a Pittsburgh,
noto per essere molto vendicativo verso i gruppi che lo
tradiscono. Ma i Plastered Bastards non sono solo simpatici,
sono anche dei punkettoni quarantenni che sanno il fatto
loro, e infatti Manny non si farà vedere. Ci fanno da
mangiare, si sta bene insieme, il concerto non e' di quelli
indimenticabili ma chissenefrega. A fine serata party
selvaggio: birra a fiumi, io e Stefania verso le 5 andiamo a
dormire mentre Scott è impegnato in una seria session di
cocaina e John si imbosca con una tipa fattissima. I
postumi si faranno sentire per diversi giorni...
10 OTTOBRE, COLUMBUS, OHIO
Ottobre 2004. Suoniamo al BLD di Columbus, ci sono 6 persone
al concerto. Sono le 6 persone giuste però. Parliamo a
lungo dopo il concerto, parliamo anche di CSOA, occupazioni,
trattamento per i gruppi (in America non si usa dare vitto e
alloggio ai gruppi che suonano, potete immaginare con quali
conseguenze per i gruppi stessi). Un anno dopo le stesse
persone, sfrattate dal BLD (che era un'enorme warehouse), lo
rioccupano appositamente per una sera, in occasione del
concerto degli OvO. Troviamo dentro un megagraffito con la
scritta OVO, vengono 300 persone, è una grande festa. Era
il maggio 2005. Potete quindi immaginare con che attesa
torniamo in città. Il BLD non c'è più, ma le stesse
persone ora hanno un'altra warehouse in downtown, lo
Skyline. D'obbligo il giro in High street, l'unica via
interessante di Columbus, dove ci sono tutte le gallerie e i
negozi di dischi. D'obbligo anche la sosta al North Market,
dove ci sono miriadi di takeaway etnici, negozi biologici e
molti assaggi gratuiti, che in tour sono sempre graditi.
Torniamo indietro, ma c'è qualcosa di strano. Manca quell’eccitazione che c'era la scorsa volta, anche negli
organizzatori (che tra l’altro suonano in 2 gruppi di cui si
sentirà parlare molto tra poco, almeno in ambito noise:
Sword Heaven e 16 Bitch Pile Up). E infatti al concerto
verranno pochissime persone, una trentina forse. E' una
grande delusione, ci sono molte possibili spiegazioni (e'
martedì sera mentre nel 2005 suonammo di sabato, inoltre
l'ultimo concerto fatto allo Skyline, quello degli USA Is A
Monster, è stato interrotto dalla polizia che ha anche
chiesto i documenti a tutti, quindi forse la gente non era
invogliata a venire). Ma qualunque sia il motivo la
delusione è cocente, ed è purtroppo il primo capitolo di
una fase molto negativa del tour...
11 OTTOBRE, CINCINNATI, OHIO
...la fase negativa prosegue a Cincinnati, altro posto dove
l'anno scorso avevamo fatto faville e dove ci aspettavamo un
buon concerto. Suoniamo al Sudsy Malone's, posto storico
dove hanno suonato tutti. Stefania è in piena crisi di
cibo, non mangia bene da un paio di giorni e ne sta
risentendo. L'anno scorso avevamo suonato in Ludlow Street,
la via fricchettona dove però c'è ampia scelta di cibo,
qui invece dobbiamo accontentarci di un pessimo diner
all'americana che porterà al sottoscritto devastanti
conseguenze di stomaco. Il posto è fico, bell'impianto, i
ragazzi che organizzano si sono sbattuti per la promozione,
sono in gamba, il loro gruppo si chiama Realicide e sono
piuttosto innovativi, mischiano noise, grind, gabber e hip
hop, sono da tenere d'occhio. Anche stasera però purtroppo
la gente non arriva. Poco pubblico, e per di più la brutta
sorpresa che i soldi per pagare il fonico vengono prelevati
dalla cassa del gruppo, quindi ci troviamo a fine serata con
un bilancio davvero magro. Per aggiungere danno alla beffa,
passiamo la notte in una casa ghiacciata dormendo sul
pavimento. L'America ci sta voltando le spalle...
12 OTTOBRE, CHICAGO, ILLINOIS
Siamo pronti a tutto oggi. Il tour è in piena fase
negativa, e sappiamo che c'è stato un problema
organizzativo tra Ben della Load e l'organizzatore del
concerto, per cui quello che doveva essere un concertone con
tanti bei gruppi ( a Chicago non mancano...) sarà un mezzo
fiasco. Lo sappiamo già e siamo preparati. Ce la prendiamo
comoda, io e Stefania andiamo a mangiare al ristorante
tailandese, almeno godiamocela. Ci ospita la barista
dell'Empty Bottle, locale storico ci Chicago, e scopriamo
che i gestori sono nostri fans e si sono addirittura
comprati il nostro disco, ma purtroppo il locale era già
occupato per stasera, quindi ci tocca suonare al Note.
Entriamo nel locale e mi sento già male. Grossa sala, che
fa per lo più pop e r'n'b. Promette sempre meno bene.
Quando inizia il primo gruppo (tali New Messengers, pare che
stiano diventando famosi) non c'è quasi nessuno, la
depressione sale. Segue un anonimo gruppo noise, a cui segue
invece un gruppo assolutamente geniale, si chiamano Lovely
Little Girls e spaccano il culo. Sono in 6, e tutti suonano
in altri gruppi chicagoani che spaccano, dai Cheer Accident
a Bobby Conn. Segue Mr natural con un ottimo set, e anche
noi, nonostante il pubblico esiguo, facciamo il nostro bel
concerto. Alla fine grandi scambi di attestati di stima coi
LLG, che spero di rivedere presto in giro. A fine serata
scopro che la barista dell'Empty Bottle ha un gatto. Cazzo,
sono allergico. Mi tocca dormire in furgone e giuro che fa
un freddo cane, di pomeriggio aveva addirittura nevicato.
Per riscaldarmi vado a farmi un paio di whisky all'Empty
Bottle, che, come anche il Tonic a New York, vive i suoi
momenti migliori dopo la chiusura. Allora entra solo chi
conosce il codice segreto, un modo specifico di bussare.
Allora si sprecano giri gratis di birra e whisky, e devo
dire che esco parecchio "riscaldato" dal locale. Ma non
contenti, io e Scott siamo presi da un attacco di fame, ci
dirigiamo quindi all'unico diner aperto tutta la notte, a
pochi isolati dall'empty bottle, che pero' con questo freddo
sembrano chilometri e chilometri. Il gestore e' un simpatico
greco, e la fauna è di quelle notevoli, si mischiamo
personaggi da fine serata, ubriachi buttati fuori
dall'ultimo bar, e onesti lavoratori che si alzano alle 5 di
mattina. In particolare un ucraino sbronzissimo ordina da
mangiare, e se ne va senza pagare. Il greco lo ferma,
discutono, l'ucraino gli lascia patente e documento dicendo
che va a fare un bancomat lì davanti. Prende la macchina e
scappa, lasciando lì i suoi documenti. Il greco chiama la
polizia, e credo che l'ucraino non abbia passato una bella
nottata. Il greco però e' davvero simpatico, e mi accingo a
dormire nel furgone a zero gradi con la pancia piena, tutto
a posto, la mattina mi sveglio una favola.
VENERDI' 13 OTTOBRE, NASHVILLE, TENNESSEE
John e Scott, i nostri due accompagnatori, vivono a
Nashville. Già nei giorni precedenti ci esprimono
preoccupazione per la data di Nashville. A quanto pare
Chris, colui che ci ha sempre organizzato degli ottimi
concerti in città, attraversa una fase involutiva in cui si
ammazza d'erba e non fa un cazzo per promuovere i concerti.
Considerate che l'ultima volta che abbiamo suonato a
Nashville c'erano 200 persone. L'allarme scatta
definitivamente dopo aver visto il posto: una piccola
galleria d'arte con un piccolo impianto audio, e addirittura
i divani... ma cazzo Chris, ci hai già visti... che cos'e'
questa pagliacciata? Prendiamo in mano la situazione,
sostituiamo l'impianto con il nostro (benedetti sempre Scott
e John per aver insistito ad andare in giro con un
impianto... quanto concerti ci hanno salvato...), cerchiamo
di fare un po' di spazio in sala. Arrivano Angela e Derek
ovvero Taiwan Deth (scritto così), i nostri amici noiser
locali, e con sorpresa anche Pat, ex Ova! e Cock ESP, che
ora vive qui. Quando inizia Mr Natural ci sono circa 50-60
persone, davvero deludente. E fa male vedere tutta la scena
locale snobbare il suo concerto, compresi Angela e Derek.
Nessuno è profeta in patria, eppure John è bravo, cazzo.
Quando tocca a noi è tutto diverso, c'è più gente e sono
tutti lì, ma molti sono seduti sui divani, è una
situazione che non mi piace. Inoltre il fonico fa di tutto
per rovinarci il concerto, fischi da tutte le parti, suoni
terribili. Negli USA non si usa fare il soundcheck. Nessuna
sorpresa dunque che a volte i concerti suonino male. Alla
fine persino io e Stefania, che di solito fronteggiamo ogni
situazione, riusciamo a fare un concerto così così,
facciamo addirittura degli errori, cose che capita di rado,
ma tutto è così surreale che alla fine ci ritroviamo in
camerino a ridere a crepapelle. Meno male. La gente sembra
non aver notato la cattiva prestazione, comprano dischi e
fanno complimenti. Meglio così, ma Chris, questa ce la
paghi, la prossima volta fatti meno canne e organizzaci un
concerto vero.
SABATO 14 OTTOBRE, KNOXVILLE, TENNESSEE
Knoxville è una cittadina piccola ma musicalmente fertile,
dove spicca l'attività del Pilot Light, il locale dove
suoniamo, situato nella carinissima città vecchia, che pare
il set di un film western. C'è poco da dire su questa data
se non che chiude degnamente la settimana di crisi di questo
tour, nonché credo la peggior settimana nella storia dei
tour degli OvO, almeno di quelli recenti. Infatti il nostro
concerto coincide con una festa della birra con degustazioni
gratis. Se ce ne fosse ancora bisogno, imparo
definitivamente che l'America è un paese di alcolizzati.
Tutti i locali sono vuoti, è sabato sera e sono tutti alla
festa della fottuta birra. I pochi intervenuti al concerto
ci dicono che il nostro ritorno era attesissimo e che
durante la settimana i concerti al Pilot Light erano stati
disertati perchè la gente voleva risparmiare per vedere
noi. Anche la stampa locale lo dà come concerto della
settimana. Quello che vedo io invece è che hanno
risparmiato per ubriacarsi. Noi facciamo il nostro bel
concerto, sperando di chiudere la fase maledetta del tour.
Il giorno dopo, domenica 15, è off. Lo passiamo a Knoxville
a scaldarci al fuoco del camino (fa insolitamente freddo per
un ottobre in Tennessee), leggere, e poi andiamo ad un
noiosissimo picnic dove tutti bevono e si scusano per non
essere venuti al concerto, ma c'era la festa della birra...
Fanculo, non vedo l'ora di andarmene.
LUNEDI' 15 OTTOBRE, ASHEVILLE, NORTH CAROLINA
Finalmente ce ne andiamo da Knoxville, Asheville è una
bella cittadina universitaria piena di fricchettoni, il che
vuol dire cibo buono, caffè buono e negozi di dischi. Bene.
Suoniamo infatti in un negozio di dischi, lo Space Age,
grande abbastanza per ospitare concerti. Joel, il gestore,
è simpatico e fornito di ottimi dischi, il che mi
obbligherà a lasciare giù qualche decina di dollari per
comprare roba che cercavo da un pò. Ci sparpagliamo per la
città in cerca di caffè espresso, Internet e cibo. Io e
Stefania decidiamo di nuovo di trattarci bene dopo la
deludente settimana passata, e finiamo a mangiare in un
ottimo Noodle Shop. Inoltre compro una bottiglia di vino
locale, che costa 12 dollari, crepi l'avarizia, oggi voglio
divertirmi. E in effetti all'ora del concerto il posto è
pieno e c'è una bella atmosfera, arriva anche justin,
giovane gestore di Friends and relatives records, che ha
pubblicato un 7" ed un cd-r apposta per il nostro tour, ed
è contento di sapere che, nonostante la scarsa affluenza di
pubblico della settimana precedente, stanno entrambi
vendendo bene. Inizia proprio lui a suonare col suo nuovo
gruppo GHB, un po' deludenti rispetto al suo gruppo
principale Smut, con cui abbiamo fatto uno split 7". Poi Mr
Natural spacca come al solito. Poi tocca a noi, e facciamo
un concerto liberatorio, sfogando la frustrazione dei giorni
passati. Chiudono i Descolada, gruppo con cui avevamo già
suonato l'anno scorso, sono migliorati tantissimo e
spaccano, una sorta di Melvins col violino... Andiamo a
dormire nella warehouse dove vive Justin, e sarà una notte
in bianco. Anche dopo che io e Stefania andiamo a dormire la
festa prosegue fino al mattino, e i nostri tentativi di
addormentarci sono abbastanza vani...
MARTEDI' 16 OTTOBRE, HICKORY, NORTH CAROLINA
Il pomeriggio passa visitando l'unico squat americano che io
abbia visto, quello di Asheville, un magazzino abbandonato
ed occupato senza nessuna intenzione politica, senza nessuna
volontà di migliorare il posto, addirittura con una stanza
dove gli occupanti vanno a cagare. Solo uno di loro, un punk
di 19 anni, sente il bisogno di dare al posto un’identità
politica, gli parliamo degli squat in Europa, di come si
procurano acqua e luce, ecc ecc. Poi ci fa vedere una stanza
in cui è stata recentemente uccisa e fatta a pezzetti una
prostituta, ci sono ancora i segni delle mani insanguinate
sul muro. Lei è stata la prima di 8 vittime negli ultimi 2
mesi, loro hanno occupato il posto subito dopo il fattaccio.
Interessante, anche se mi lascia la consapevolezza di quanto
siano superficiali gli americani.
E' una data-riempitivo questa di Hickory, c'era un martedì
da riempire e finiamo in questo buco di culo white
trash/white power kukluxklan, un posto terribile. Pensavamo
che il peggio fosse passato, invece deve ancora arrivare.
Locale grosso dal poco promettente nome di Underground, che
è pure grandicello. Non c'è un poster, nè un flier, nè
un programma del locale. Sappiamo già come andrà a finire.
Infatti il locale è praticamente vuoto quando inizia a
suonare Klang Quartet, che a discapito del nome è da solo,
un freak totale. Fa noise cristiano. E' incredibile e per
quanto mi sforzi non riuscirò a descriverlo. Ha un sacco di
roba, travestimenti, strumenti, delle specie di croci fatte
da miriadi di oggetti tutti di impronta cristiana, un sacco
di adesivi tipo "Jesus Love You", "Pray hard" e roba simile.
E' pazzesco, e chiude crocifiggendosi con tanto di corona di
spine. Alla fine non si capisce se sia la cosa più blasfema
o più ciecamente religiosa mai vista. E non voglio
sciogliere il dubbio. Almeno però vederlo rende la serata
interessante. Poi suonano tali Buck Gooter, e la situazione
precipita. Sono il gruppo più patetico che abbia visto
negli ultimi tempi, credo siano padre e figlio, lui un
vecchio con ambizioni rocker fuori tempo massimo, l'altro un
giovane Iggy Pop stonato, sono davvero terribili e mi
spiace dirlo perchè sono pure simpatici. Per la prima volta
nella nostra vita, guardando il locale che si è svuotato
quasi del tutto, io e Stefania ci chiediamo se sia il caso
di suonare o no. Non ci era mai successo. Alla fine
suoniamo, tanto per meritarci i pochi soldi a fine serata.
Anche perchè l'unica cosa positiva è che il fonico è
simpatico e registra il concerto. Almeno avremo la
registrazione. Per la prima volta in vita mia posso dire di
aver suonato senza voglia, non vedo l'ora di ascoltare la
registrazione per vedere se si capisce o no. Il finale di
serata è ancora peggio: mentre Mr Natural sta montando la
sua roba, il gruppo punk locale che doveva chiudere la serata
pretende di suonare subito, dicendo che a loro era stato
detto che avrebbero suonato dopo di noi. E' chiaro che non
gliene frega un cazzo della serata, sono 3 grassoni bianchi
americani che suonano punk senza avere idea di cosa
significhi essere punk, suonano per bere gratis e farsi
vedere dalle loro ragazze ciccione, per fortuna mentre ciò
accade io sono impegnato a vendere i pochi dischi che i
pochi presenti decidono di comprare, e non assisto alla
scena. Queste sono le cose che mi fanno incazzare. La
vincono loro, anche perchè l'organizzatore non sa farsi
valere, allora John decide che non vale la pena suonare,
carichiamo il furgone e ce ne andiamo, con la consapevolezza
che stavolta abbiamo toccato il fondo, peggio di così non
può andare. La serata si riscatta a casa di Ed,
l'organizzatore, che con buona dose di birra proietta per
noi alcuni vecchi filmati di cui è collezionista (e con i
quali fa delle belle performances video col nome di
Projectoscism): una bobina di pubblicità di sigarette degli
anni 50 eccezionale, "Metal Dogs of India" di Chel White, il
francese "One Eyed Men Are Kings". "I Think I'm Having a
Baby" con una giovanissima Jennifer Jason Leigh, una rara
vecchia versione delle Streghe si Salem, e chiusura in
bellezza col classico "Desperate Living" di John Waters.
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